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PREMIO MARCO BASTIANELLI 2026 — Premiazione📍 Luogo: Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), Via di San Michele 18, Roma
📅 Data: Giovedì 22 ottobre 2026
🕓 Ore 16:00: Premiazione e incontro con gli autori
Proclamati i vincitori del Premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico pubblicato nel 2025.
In collaborazione con l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione,
che da sempre dedica particolare attenzione al tema della fotografia contemporanea e dell’editoria fotografica, la premiazione e l’incontro con gli autori avranno luogo in Via di San Michele 18, giovedì 22 ottobre alle ore 16.00 presso la sede dell’ICCD.
Seguirà alle ore 18.00 l'inaugurazione della mostra "Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi" a cura di Francesca Fabiani.
Per l'occasione sarà offerta dall'Azienda agricola Casale del Giglio una selezione dei loro migliori vini.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
I risultati del lavoro della giuria del Premio Marco Bastianelli: Vince il Premio Marco Bastianelli 2026 Allegra Baggio Corradi
con il libro Homographs. A Pictionary pubblicato da Shibboleth
Vince il Premio Marco Bastianelli 2026 opera autoprodotta Linda Acunto
con il libro Quando nevica sulle mimose a Roma
Per la qualita dei lavori ricevuti la giuria ha ritenuto di assegnare una menzione speciale al libro Atlas of the New World di Giulia Piermartiri e Edoardo Delille pubblicato da
L’ Artiere edizioni, al libro Brilla Sempre di Matteo De Mayda pubblicato da Witty Books e nella sezione opere autoprodotte la menzione speciale è stata assegnata a Mario Spada con il libro SPINA
GIURIA
Mariella Boccadoro, responsabile della libreria e biblioteca di Officine Fotografiche Roma Paolo Cardinali, fotografo, editor di Fugazine
Giovanna D’Ascenzi, photo editor di Internazionale
Veronica Daltri, photo editor del Manifesto
Francesca Fabiani, responsabile del settore di Fotografia Contemporanea dell’ICCD Baptiste Lignel, photographer and educator
Simona Marani, independent author/editor & photo-editor
Francesca Pignataro, book/magazine designer e music selector
Michele Smargiassi, giornalista e scrittore, scrive su la Repubblica Elisabetta Portoghese Bastianelli, presidente di giuria
LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA
La giuria assegna il premio a Homographs. A Pictionary di Allegra Baggio Corradi per la capacità del libro, nella forma di un piccolo dizionario, di esprimere una riflessione sul rapporto tra parola e immagine, riconoscendo nella fotografia un linguaggio in grado di superare le barriere linguistiche e culturali.
Può una fotografia superare i confini linguistici e farci riconoscere le cose prima ancora di conoscerne i nomi?
Homographs. A Pictionary ci ricorda che possiamo riconoscerci nelle cose prima ancora di saperle nominare e che la fotografia può diventare uno spazio in cui persone e culture trovano un modo per incontrarsi.
Il progetto nasce e si sviluppa attraverso laboratori sociali realizzati con persone rifugiate e bambini con difficoltà di apprendimento, nei quali la fotografia è stata utilizzata per creare legami, superare conflitti e trovare sollievo dalle difficoltà della lingua. La fotografia appare così come una lingua che conosciamo prima ancora di imparare quella che abitualmente chiamiamo “lingua”. Un linguaggio capace di aprire possibilità di incontro.
Come libro, Homographs gioca con i codici della tradizione editoriale e con l’eredità dei libri di riferimento: il dizionario, l’enciclopedia, la Bibbia, fino al nastro segnalibro.
Il libro si presenta come un piccolo mattone giallo, piacevole da tenere in mano e da sfogliare, un oggetto compatto e giocoso, che invita alla curiosità e alla scoperta, ma che al tempo stesso si interroga sulla forma del libro, la sua funzione e il modo in cui trasmette la conoscenza.
Quando nevica sulle mimose a Roma di Linda Acunto, conquista il Premio Marco Bastianelli 2026 assegnato alle opere autoprodotte, con uno scrigno di rinascite e metamorfosi. Rilegate e cucite a mano (dal laboratorio artigianale Lotta Bindery), in edizione limitala di quattro copie numerate, con due diversi nuclei di testi e immagini, liberi d'innescare connessioni e trasformazioni. Storie di neve e della disordinata meraviglia con cui trasfigura le coordinate delle nostre città e della memoria, scritte a mano e a macchina su pagine di quaderno a righe, non si limitano a cambiare l’ordine e il senso delle immagini. Si insinuano tra le fotografie da dispiegare come l’orizzonte infinito del mare e i frammenti di ricordi, tra trasparenze, evanescenze ed emozioni. Inattese, come la neve a Roma, in ogni stagione. Stupefacenti, quanto la scoperta di una guarigione e l’attesa di un figlio, palesate dall’artista visiva con metafore di trasformazione interiore, accolte anche graficamente, tra le pagine del suo processo di elaborazione.
Nel lavoro Atlas of the New World di Edoardo Delille e Giulia Piermartiri la giuria ha riconosciuto la notevole originalità del progetto, oltre che la dimensione internazionale della sua realizzazione, come un riuscito tentativo di creare un linguaggio visuale inedito e fortemente comunicativo per richiamare l’attenzione sulla crisi climatica globale. Fondendo la fotografia della realtà delle aree mondiali più fragili con la proiezione immaginaria del loro futuro catastrofico, e utilizzando solo strumenti specificamente fotografici, questo lavoro riesce a trasformare la fotografia da documento del presente in profezia del futuro.
Brilla sempre di Matteo De Mayda racconta l’assenza senza cercare di riempirla, lasciando che siano i luoghi, le architetture e i piccoli dettagli della quotidianità a custodire la memoria. Trasforma una storia intima in una riflessione universale sul lutto, sul lavoro e sull’eredità invisibile che le persone lasciano nelle cose. La giuria riconosce il valore del progetto nella misura dello sguardo, nella sobrietà delle immagini e la capacità di riconoscere, negli spazi ordinari di una città di provincia, nelle architetture anonime, le
tracce di una presenza. E soprattutto il modo in cui il libro restituisce dignità al lavoro materno, fatto di gesti ripetuti e di cura.
Brilla sempre ci ricorda che la fotografia può diventare uno strumento per ricordare ciò che non è più, ma anche per imparare a capire ciò che resta.
Un progetto editoriale in cui la forma non è un semplice contenitore, ma parte integrante del racconto. La misura grafica, il silenzio degli spazi e la sequenza delle fotografie accompagnano la lettura senza sovrapporsi alle immagini, lasciando al lettore il tempo di sostare, osservare e condividere.
Spina del fotografo Mario Spada con una raccolta di immagini realizzate in 20 anni, componendo un racconto intenso e senza filtri della città e della sua umanità costruisce un grande progetto sulla città di Napoli. Attraverso volti, generazioni e frammenti di vita quotidiana, le immagini ne restituiscono contraddizioni, rituali e tensioni, lontano da ogni stereotipo. La città diventa un luogo universale, in cui vita e morte si intrecciano continuamente. Lo sguardo di Spada si sofferma sui personaggi marginali, sulle pause e sulle espressioni sospese, restituendo un’umanità intensa e ambigua. Anche il nero profondo e denso della copertina sembra proseguire quello delle fotografie, con tonalità che richiamano la tradizione della fotografia documentaria, da Letizia Battaglia a Bruce Davidson. Un libro che interroga lo sguardo e lascia il segno, come una spina nell’occhio.
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Event venue
ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Via di San Michele 18,Rome, Italy
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