About this Event
Luogo Evento: Città universitaria - Spazio esterno antistante il Nuovo Teatro Ateneo
I NUOVI PERSIANI - Ricomporre l'infranto
Restituzione Workshop con PendarControvento
I nuovi Persiani. Ricomporre l’infranto è la restituzione performativa di un laboratorio partecipato aperto a studentesse, studenti e cittadinanza. A partire dai Persiani di Eschilo, il percorso mette in dialogo la voce dei vinti con guerre, migrazioni forzate e repressioni del presente. Cori, corpi, teli dipinti, maschere, pupazzi e videodisegno live danno forma ai “nuovi Persiani”, trasformando la dignità dei corpi vulnerabili in pratica scenica, ascolto e creazione condivisa.
Una produzione PendarControVento
Ideazione e conduzione del laboratorio: Pietro Floridia e Sara Pour
Drammaturgia, regia, lavoro corale e teatro fisico: Pietro Floridia
Arti visive, scenografia, costumi, figure e videodisegno live: Sara Pour
Con la partecipazione delle studentesse, degli studenti e delle persone coinvolte nel laboratorio
Presentazione del Festival
Dedicato al tema della dignità, il Festival della Sapienza mira a valorizzare la riflessione e la creatività artistica che lo indagano e a promuovere la partecipazione attiva della società civile, nell’ambito delle iniziative di Terza missione e Public Engagement sviluppate dall’Ateneo e destinate anche a un pubblico esterno non accademico. L'impegno per la giustizia sociale vive anche della sensibilizzazione culturale per sfide epocali quali la salute, il benessere e la qualità della vita, con particolare attenzione alle categorie vulnerabili, la sostenibilità ambientale e climatica, l’accessibilità alle nuove tecnologie.
In continuità con la scorsa edizione, il Festival propone una riflessione sulla dignità come valore universale, fondamento del rispetto di ogni persona, della sua integrità, della sua libertà e del suo irriducibile valore. Se nel 2025 la dignità si presentava come una dimensione inquieta, fragile e continuamente esposta al rischio della negazione, l’edizione 2026 invita a darle corpo.
Nessun valore vive davvero finché rimane soltanto enunciato. La dignità prende corpo nella responsabilità della relazione.
Per questo il teatro è il linguaggio del Festival: non rappresenta la dignità ma la mette alla prova in un tempo e in uno spazio condiviso da persone che accettano di esporsi reciprocamente attraverso corpi, parole, silenzi e sguardi.
Per la durata di quell’incontro, la dignità cessa di essere un’idea da affermare e diventa una pratica vissuta, affidata alla responsabilità del riconoscimento reciproco.
Dare corpo alla dignità significa creare le condizioni perché possa darsi una forma di relazione capace di riconoscere l’altro nella sua irriducibile dignità.
Il teatro custodisce questa possibilità, poiché la relazione è la condizione stessa della sua esistenza.
Con una programmazione che intreccia spettacoli dal vivo, laboratori, incontri e momenti di dialogo, il Festival invita a confrontarsi con alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: l’invecchiamento e le malattie neurodegenerative, il rapporto tra essere umano e ambiente, la violenza, il carcere, le migrazioni, le guerre, le disuguaglianze economiche e sociali, l’impegno civile delle donne, l’inclusione delle persone più fragili e le trasformazioni del presente osservate anche attraverso lo sguardo dei bambini e delle nuove generazioni
Event venue & nearby stays
Sapienza Università di Roma, 5 Piazzale Aldo Moro, Roma, Italy