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𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐝𝐨𝐫𝐦𝐢𝐫𝐞Una mostra di Teresa Bucca
A cura di Arianna Bettarelli e Chiara Guidoni
Indigo Art Gallery
Via G. Oberdan, 51, Perugia.
Opening: 07/11/2026, h. 18:30
07/11/2026 – 30/01/2027
Indigo Art Gallery ha il piacere di inaugurare “Quando le cose cominciano a dormire”, una mostra personale di Teresa Bucca, 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟳 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟴:𝟯𝟬, presso la sede della galleria, in via G. Oberdan, 51, a Perugia.
La prima personale della fotografa presso la galleria presenta il suo lavoro afferente a tre serie differenti, scegliendo come denominatore comune una traccia che attraversa tutto il lavoro dell’artista e che si muove fra i concetti di permanenza e impermanenza. Dalla magia che sopravvive nei rituali del Sud Italia al lutto come tempo di trasformazione, fino alla memoria sfuggente di un’estate adolescenziale, le tre serie interrogano ciò che resta e ciò che inevitabilmente svanisce.
Che cosa resta di ciò che sembra destinato a finire? È la domanda che accompagna in modo sotterraneo il lavoro di Teresa Bucca, dai primi lavori alle esperienze più recenti e che la mostra porta in primo piano rileggendo tre serie fotografiche e un fashion film dell’artista: "Cosa c’è di vivo" (2023-in corso), "Lo straniamento prima del canto" (2025), "Il mare senza il blu" (2025) e "S. Edoné" (2023).
Il titolo della mostra indica la soglia su cui si muovono queste opere: ciò che dorme non è scomparso, ma sospeso in uno stato intermedio, in attesa.
In "Cosa c’è di vivo" la ricerca nei territori del Sud e del Centro-Sud, segnati dallo spopolamento, usa il perturbante come veicolo di un’altra verità non pienamente intelligibile. Attenta alla specificità dei luoghi, la serie si chiede non solo che cosa sopravviva, ma che cosa renda qualcosa vivo. Il magico diventa «la facoltà di produrre altre forme di realtà quando quelle disponibili non bastano più». L’immaginazione come elaborazione del reale, dove ciò che era una prigione si fa prima linguaggio e poi possibilità.
In "Lo straniamento prima del canto" lo stesso sguardo si volge al lutto, inteso non come fine ma come attraversamento, tempo in cui qualcosa finisce e qualcos’altro cerca di vivere. Le radiografie dei familiari, tracce analitiche e vicinissime di corpi che non si possono più raggiungere, incontrano fiori raccolti nelle campagne umbre, presenza viva e destinata a deteriorarsi: una vanitas contemporanea in cui vita e morte convivono.
Nella serie "Il mare senza il blu", frutto di una residenza artistica in Casentino, infine, la stessa tensione si sposta sul tempo personale e collettivo: un’estate adolescenziale che sembra non dover finire mai e che, già mentre accade, comincia a dissolversi, lasciando nella memoria un’impronta tanto più intensa quanto più fugace. Come dice l’artista, citando Campana: «Le ombre si allungano e per un poco tengono insieme tutte le cose, le collegano dentro un disegno unico prima che tornino a disperdersi. Bruciano, sono già consumate. Anche i corpi: apparizioni temporanee, ma tanto intense da rimanere fissate nella memoria.»
Nello spazio della galleria, il rituale, il lutto e la memoria vengono interpretati come tre modi di interrogare lo stesso nodo, tra ciò che resiste e ciò che svanisce: un unico percorso su ciò che resta quando le cose cominciano a dormire.
Accanto alle fotografie, la mostra presenta "S. Edoné", fashion film ispirato alla figura di San Sebastiano nelle Confessioni di Yukio Mishima, alla Salomè di Richard Strauss e all’universo del sadomasochismo. Un viaggio onirico e intimo sul rapporto tra piacere e dolore, in cui il corsetto della protagonista si trasforma attraverso successivi stadi di fascinazione. L’opera indaga la ricerca di un piacere transitorio, impossibile da trattenere, che si manifesta nell’istante di sospensione tra uno stato e l’altro, nel punto culminante di una trasformazione che conduce alla catarsi.
Teresa Bucca
(Firenze, 1994) è un’artista multidisciplinare la cui pratica comprende fotografia, video e scrittura. Muovendo da esperienze personali e dall’esperienza dei luoghi, la sua ricerca indaga ciò che rimane irrisolto nella memoria individuale e nelle interpretazioni collettive della realtà. Tra i suoi lavori, il progetto fotografico Cosa c’è di vivo, avviato nel 2023 e tuttora in corso, è stato presentato in diversi contesti espositivi in Italia. Nel 2026 ha tenuto a Todi la mostra personale Lo straniamento prima del canto. Formatasi inizialmente in fotografia, ha successivamente approfondito lo studio del cinema, diplomandosi in regia cinematografica nel 2023. Alla pratica artistica affianca il lavoro di autrice, montatrice e acting coach.
Informazioni
Indigo Art Gallery · Via G. Oberdan, 51, Perugia
Opening: sabato 7 novembre 2026, ore 18:30 · In mostra fino al 30 gennaio 2027
Orari di apertura: dal martedì al sabato h. 17:00-22:00;
Contatti: [email protected]
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Event venue
Via G. Oberdan, 51, 06121 Perugia, Italy, Via Guglielmo Oberdan, 51, 06121 Perugia PG, Italia, Perugia, Italy
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