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Zêlos non comincia con l’apertura dell’installazione. Comincia prima, nel momento in cui qualcuno decide di avvicinarsi a ciò che ancora non si vede: al lavoro sommerso, alla ricerca e alle possibilità che precedono ogni forma.“Zêlos: dalla Memoria al Divenire. Attraverso l’interfaccia” è il workshop intensivo a cura di Pier Alfeo che, nell’arco di tre giorni, apre il processo creativo dell’opera al pubblico e alle voci che daranno vita alla performance inaugurale.
Il punto di partenza è una domanda semplice e radicale: cosa accade a chi entra in un’opera intermediale? E cosa diventa nel tempo in cui la attraversa?
Il percorso si articola attraverso tre soglie.
Ciò che non si vede
Il primo giorno conduce dentro ciò che l’opera non mostra, ma contiene. Si attraversano la ricerca sulla tradizione musicale napoletana e sulla figura di Francesco Provenzale, l’impiego delle catene di Markov come strumento di rianimazione algoritmica del linguaggio compositivo, il sistema di ascolto, il loop di feedback e la logica del granulatore che si accorda alle frequenze di risonanza della chiesa.
È un ingresso nell’invisibile dell’opera: nelle strutture, nei processi e nelle relazioni che ne preparano l’emersione.
Ciò che si è
Il secondo giorno il fuoco si sposta dall’opera a chi la attraversa. Attraverso sessioni di ascolto guidato, l’interazione diretta con il sistema installativo e la registrazione professionale delle presenze acustiche dei partecipanti, viene esplorata la condizione di chi entra nello spazio e ne diventa elemento attivo, talvolta inconsapevole.
Il pubblico non osserva semplicemente l’interfaccia: la abita, la attraversa, la modifica.
Ciò che diviene
Il terzo giorno è una soglia. Le prove tecniche incontrano la sperimentazione performativa, lo spazio acustico della Cantoria viene accordato con il sistema e le voci entrano nel flusso dell’opera.
Zêlos comincia così ad assumere la propria forma definitiva o, più precisamente, una delle sue forme possibili: ogni esecuzione è infatti pensata come irripetibile. Chi partecipa al workshop non si trova più semplicemente davanti all’opera, ma è già dentro il suo divenire.
Il workshop è concepito come un’esperienza intermediale esso stesso: non racconta Zêlos, lo attraversa.
Per partecipare
La partecipazione al workshop è gratuita, previa prenotazione.
Iscrizioni: shorturl.at/QbvYz
Pier Alfeo
Artista del suono e intermediale, Pier Alfeo indaga la soglia in cui il suono non è ancora musica ma comportamento, mettendo in relazione la ripetitività dei sistemi algoritmici con l’imprevedibilità del caos e interrogando le possibilità di collaborazione tra umano e non umano.
Formatosi tra i Conservatori “N. Piccinni” di Bari e “San Pietro a Majella” di Napoli, ha approfondito la propria ricerca nell’ambito del machine learning applicato alla pratica artistica e dell’ecologia sonora. Il suo lavoro è stato presentato in festival, istituzioni e spazi internazionali, da Graz ad Amsterdam, da Francoforte a Tallinn, Seoul, Roma e Venezia.
Finalista al Re:Humanism Art Prize, vincitore della sezione Arti Elettroniche del Premio Nazionale delle Arti e del premio “Dynamic Display” alla Biennale Tecnologia di Torino, è docente di Sistemi, Tecnologie, Applicazioni e Linguaggi di Programmazione per il Multimedia al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.
“Zêlos: dalla Memoria al Divenire” fa parte di “Timeless”, progetto triennale curato dalla Fondazione Pietà de’ Turchini e sostenuto da Art Mentor Foundation Lucerne, promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito di Napoli Città della Musica, con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale | MUSA, del Ministero della Cultura e della Regione Campania.
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Event venue
Chiesa Santa Caterina da Siena , 80132 Naples, Italy, Via Enrico Presutti, 42, 80128 Napoli NA, Italia, Napoli, Italy
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