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Di Sandro Pertini restano indimenticabili alcune immagini, consegnate alla memoria di ciascuno da spezzoni televisivi. Immagini che hanno scandito alcuni degli avvenimenti della storia recente italiana (i Mondiali di calcio nel 1982 o la strage di Bologna). Pertini c'era, naturalmente nel suo ruolo istituzionale. Ma anche con la sua carica di umanità, con la sua storia che veniva da lontano, dalla guerra partigiana e dalla prigionia sotto il fascismo. Una figura che gli italiani sentivano vicina. Nella sua figura, un'intera nazione si riconosceva e riconosceva i valori “puliti” della politica, o ciò che essa dovrebbe rappresentare nella sua accezione più alta: solidarietà, vicinanza, attenzione alle persone.
Raccontare Pertini può avere senso non solo perché ci consente di ripercorrere la storia di un “italiano” che attraversa il ‘900 e le sue tragedie, con piglio sempre energico e picaresco; ma soprattutto per fare il punto su noi stessi, su ciò che eravamo, su ciò che siamo diventati. Sull'idea che possa esistere una politica in grado di segnare la linea di un'etica civile e solidale e farsi guida di una società, se non pacificata, capace almeno di dialogare al proprio interno per ritrovare le ragioni di una convivenza più conciliante e aperta.
di Christian Poli
con Andrea Santonastaso
regia di Nicola Bonazzi
produzione Teatro dell'Argine – Bologna
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Event venue
Via Brescia, 26100 Cremona, Italy, Via Brescia, 167A, 26100 Cremona CR, Italia, Cremona, Italy
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