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NIENTE DI GRAVE voci della violenza contro le donne

  • Kitchen Teatro Indipendente · Vicenza
Kitchen Teatro Indipendente Publisher / Host Kitchen Teatro Indipendente
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NIENTE DI GRAVE voci della violenza contro le donne di Franca Pretto – Compagnia Epochè Teatro
Drammaturgia Regia e Scenografia Franca Pretto
Con: Jessica Buzzelli, Silvia Ceretta, Aurora Lucia Fongaro, Alessandro Gonella, Elena Lobbia, Antonio Piccolo, Giulia Sbalchiero, Mara Zucchi
Videografica Mara Zucchi
Social Media Manager Aurora Lucia Fongaro
Consulenza dati Alessandro Gonella
Foto di scena Silvana Gallio
Produzione OSSIDIANA Centro Culturale e di Espressione APS
In collaborazione con Kitchen Teatro Indipendente
info e prenotazioni:
[email protected]
WA e sms 335 5625286
“𝘗𝘢𝘳𝘵𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘷𝘪𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘢 𝘦̀ 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘶𝘰𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘳𝘪𝘵𝘦𝘯𝘨𝘰 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘦𝘧𝘧𝘪𝘤𝘢𝘤𝘦 𝘢𝘧𝘧𝘪𝘥𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘪𝘵𝘢̀ 𝘯𝘢𝘳𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘭𝘪𝘯𝘨𝘶𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘵𝘦𝘢𝘵𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘳𝘪𝘧𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘶𝘪 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘰𝘭𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘢𝘱𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘦𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦”.
𝘍𝘳𝘢𝘯𝘤𝘢 𝘗𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰
La violenza di genere è un problema di drammatica attualità. La violenza contro il genere femminile affonda le proprie radici nel tessuto culturale della nostra società. Varie forme di violenza fisica, psicologica, economica, reiterate quotidianamente sulle donne sono il frutto di una mentalità discriminatoria che sta all’origine di ogni forma di violenza di genere.
La violenza sulle donne si esercita dappertutto. E’ un problema che non ha confini, con gravi manifestazioni in ogni cultura, spesso evidenti e facili da condannare, ma spesso anche difficili da identificare e riconoscere proprio perché fanno parte dell’abitudine, delle usanze, della mentalità diffusa nella propria cultura.
Epochè Teatro quindi propone uno spettacolo teatrale che porti a riconoscere la mentalità discriminatoria di genere insita nella nostra cultura, uno spettacolo che evidenzi la mancanza di rispetto per la donna in quanto donna e la violazione dei suoi diritti umani fondamentali, attraverso la violenza nelle sue varie forme, ma soprattutto la violenza fisica con l’abuso e la violazione del corpo della donna.
Frammenti di storie, frammenti di quotidianità per raccontare. Frammenti di corpi, frammenti di persone per ritrovare una consapevolezza soggettiva e sociale capace di prendere in considerazione i problemi di cui è imbevuta la nostra società, per essere poi in grado di allargare la visuale sulle problematiche delle altre culture.
Niente di grave è uno spettacolo testimonianza in cui sei attrici e due attori mettono in scena le voci della violenza di genere.
Durante lo spettacolo si alternano scene in cui, attraverso testi e movimenti coreutici, si narrano diverse situazioni di violenza e prevaricazione. Racconti, immagini, parole, azioni e gesti, perché di fronte ad un problema così degradante e così radicato nella nostra cultura, cresca la consapevolezza di tutti, donne e uomini.
Per risvegliare la volontà di guardare ai diritti di ciascun individuo con occhi capaci di vedere. Per crescere culturalmente di fronte alla vergogna di un paese in cui si parla ancora di sesso forte e sesso debole. Un paese come tanti altri, in cui c’è l’abitudine a far valere i diritti dell’uomo e i doveri della donna. Un paese in cui la grande maggioranza crede ancora che il problema della violenza sulle donne sia un problema delle donne.
Note di regia
NIENTE DI GRAVE, un grande puzzle che si va componendo scena dopo scena, dove ogni tessera si concatena con le altre, emozione dopo emozione, all’interno di una cornice lineare e ordinata come il margine di un disegno che tutti conosciamo fin troppo bene. Un copione che sta dentro ognuno di noi, scritto nella storia della nostra cultura, invischiato nel nostro modo di pensare i rapporti tra maschile e femminile, epifania di un ordine a senso unico, violento e prepotente, manifestazione di una visione aberrante del senso della vita. Leggi antiche quanto l’uomo, convinzioni profonde di prevaricazione ed esclusione, diritti primitivi di potere e di forza brutale, dove i sentimenti non trovano dimora, e il pensiero è sterile, imprigionato, gracile, impaurito.
NIENTE DI GRAVE, un grande puzzle dove linguaggio poetico e linguaggio quotidiano si spiazzano e si scartano di continuo, dove le immagini si intrecciano e si ricompongono per concludersi al centro con l’ultima tessera, attorno a cui ruotava il tutto già dall’inizio, come il fondo imperscrutabile di un vortice di dannazione, con la rivelazione dell’errore primordiale, la condanna irrecuperabile, la maledizione definitiva: l’essere nata donna. Ultima tessera che, offrendo quest’ovvia spiegazione, dovrebbe risolvere il quadro, appianare il vortice emotivo, concludere l’opera, azzerare il problema e farci tornare alla cosiddetta “normalità” del vivere quotidiano. Ma nel nostro fare teatro non funziona così, e l’ultima tessera risulta essere un’esplosione emotiva capace di scombinare l’ordine della composizione, frantumandone i pezzi con l’ironia, scardinandone il collante con un urlo di ribellione, con un “io non ci sto”.
Un punto di vista da cui si dovrebbe ricominciare.

Event venue

Kitchen Teatro Indipendente, Via dell'Edilizia 72,Vicenza, Italy

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