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GRUPO DE MÚSICA BARROCA “LA FOLÍA”

  • Aula Magna Rettorato La Sapienza · Rome
Iuc Concerti Alla Sapienza Publisher / Host Iuc Concerti Alla Sapienza
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GRUPO DE M\u00daSICA BARROCA \u201cLA FOL\u00cdA\u201d
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IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti, per il ciclo Calliope presenta:
Sabato 24 ottobre 2026 ore 17.30 | Aula Magna Sapienza Università di Roma
Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale
In coproduzione con Instituto Cervantes
GRUPO DE MÚSICA BARROCA “LA FOLÍA”
Pedro Bonet flauto e direttore
Pedro Bonet González violoncello barocco
Juan Carlos De Mulder arciliuto
Musiche di Guglielmo Ebreo da Pesaro, Francisco de la Torre, Antonio de Cabezón, Diego Ortíz, Arcangelo Corelli e altri
info e biglietti:
https://www.concertiiuc.it/eventi/82-3/
La IUC e l’Instituto Cervantes presentano il Grupo de Música Barroca “La Folía”: diretto da Pedro Bonet il trio propone Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale, con musiche che vanno da Guglielmo Ebreo da Pesaro e Francisco de la Torre fino a Corelli in un viaggio nelle relazioni musicali tra la penisola iberica e l’Italia. Il trio, che prende il nome dall’illustre brano di origine iberica legato alla pratica musicale del Barocco, è stato fondato a Madrid nel 1977 dal flautista Pedro Bonet ed è attualmente ritenuto fra le formazioni dedite all’interpretazione storica che vanta la più lunga carriera nel panorama internazionale. Il gruppo struttura abitualmente il repertorio
dal XIII al XVIII secolo in programmi monografici che ruotano attorno a figure, eventi e momenti salienti musicali, storici, geografici, artistici e culturali, spesso con un approccio multidisciplinare che si riflette anche nella sua discografia. Ha tenuto concerti in sale e festival di rilievo in oltre quaranta paesi dei cinque continenti e ha realizzato numerose registrazioni discografiche per le etichette Kyrios, Edel Music, Dahíz, Columna Música e Nîbius.
Il concerto
“Il Re di Spagna”, o semplicemente “La Spagna”, era un particolare tenore di bassa danza, così chiamata perché si ballava rasoterra e solitamente era accompagnata dalla corrispondente “alta”, che, come indica il nome, era saltata. Con questi brani si identificava a livello internazionale, all’inizio dell’Età Moderna, la musica della Spagna, che ebbe con l’Italia – l’altra “esperide” dell’Europa meridionale – una lunga e feconda storia di relazioni musicali che qui intendiamo riflettere in un ambito geografico che abbraccia diversi continenti. Accanto a varie versioni rappresentative di questa forma musicale, il concerto offre una selezione di brani che rappresenta solo un piccolo esempio delle enormi implicazioni musicali esistenti tra i due paesi. Ciò sia in relazione a questioni di dipendenza territoriale – come nei casi di Milano (Joan Ambrosio Dalza e la sua Calata a la spagnola) e Napoli (Diego de Ortiz, maestro toledano della cappella vicereale che pubblicò il suo Trattato di glosse a Roma, o Falconiero, che visitò Madrid all’inizio del regno di Filippo IV) – sia per motivi di moda, quando nel XVIII secolo lo stile italiano divenne un riferimento mondiale, come nel caso di altri autori la cui opera si trova disseminata nei luoghi più vari. Tra gli altri autori si segnalano: Selma y Salverde, formatosi a Madrid, pubblicò la sua opera a Venezia, grande potenza dell’editoria musicale; la presenza della musica di Locatelli, lombardo stabilitosi ad Amsterdam, in un manoscritto musicale datato 1759 a Città del Messico, capitale della Nuova Spagna; Teodorico Pedrini, la cui sonata è conservata a Pechino, dove visse 35 anni come consigliere musicale e precettore, dopo un’epopea che lo portò a percorrere per anni l’America spagnola, dalla Terra del Fuoco ad Acapulco, nel suo viaggio verso la Cina partendo da Roma. Anche Giacomo Facco, musicista veneto che, dopo aver servito la corona spagnola a Napoli e in Sicilia, assunse importanti incarichi musicali alla corte madrilena; alcune variazioni anonime conservate a Parma sulle folías nella loro forma settecentesca, altro importante identificatore della musica spagnola. E infine Arcangelo Corelli, il musicista più influente del pieno Barocco, la cui musica si ritrova persino negli archivi della selva dei Chiquitos, nell’attuale Bolivia, nel cuore del continente sudamericano.
Programma:
Guglielmo Ebreo da Pesaro (1420-1484)
Falla con misuras (La Bassa Castiglia)
Francisco de la Torre (1460-1504)
Alta
Antonio de Cabezón (1510-1566)
Tres sobre el canto llano de la Alta
Diego Ortíz (1510-1576)
Recercadas primera y tercera sobre La Spagna
Bartolomé de Selma y Salaverde (1580-1638)
Canzon terza
Andrea Falconiero (1585-1656)
La Monarcha; Lo Spiritillo (Brando); L’Avellina (Corrente)
Joan Ambrosio Dalza (seconda metà del XV secolo – 1508)
Ricercare y Calata a la spagnola
Anónimo (s. XVIII)
Partite di Follia a Flauto (selezione)
Pietro Antonio Locatelli (1695-1764)
Sonata IV
Giacomo Facco (1680-1753)
Sinfonia IX
Teodorico Pedrini (1671-1746)
Sonata VII
Arcangelo Corelli (1653-1713)
Sonata n. 7 op. 5
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Event venue

Aula Magna Rettorato La Sapienza, Rivista di Diritto Tributario Internazionale, Piazzale Aldo Moro, 00185 Roma RM, Italia, Rome, Italy

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