DON'T BELIEVE THE HYPE - COSMIC BUNKER
18 OTTOBRE 2026 > SOFT CLUB FROM 12 to 24
MUSIC - FOOD - DRINK *** INGRESSO LIBERO
Quarta edizione di “DON’T BELIEVE THE HYPE” al Bunker. Il party “Cosmic Bunker” è previsto per il prossimo 18 Ottobre 2026 al Bunker di Torino con la partecipazione di alcuni dei più importanti artisti della scena elettronica eclettica torinese.
In aggiunta come ospite speciale Daniele Baldelli dj dal 1968 precursore della “club scene” Italiana celebrato in tutto il mondo principalmente per il suo lavoro svolto alla Baia Degli Angeli ed al Cosmic.
GROOVIN' :
DEE J PAVA + DD SELECTER + DJ VALE + BUNNA (Africa Unite)
PARPAGLIONE (Bluebeaters) + VITO MICCOLIS (Tribà) Live
Special Guest:
DANIELE BALDELLI (Cosmic/Baia Degli Angeli)
I-ROBOTS b2b ƏCTØ (Opilec Music)
PIERFUNK (Motel Connection)
CLEAN PEE (Onyrica)
Towards to UMBERTISSIMA 2026
GROOVIN' :
Un viaggio attraverso le tante declinazioni del groove e della Black Music. Dal Reggae al Funky fino all' House e all'Elettronica.
✷ Dee J Pava
Dee J Pava è un DJ torinese che ha fatto della scena elettronica la sua casa. Specializzato in house, techno e sonorità elettroniche, ha conquistato i principali club di Torino come Combo, Off Topic, Supermarket e Zenith Room Lab, portando la sua energia e il suo stile unico in ogni set. Con un sound che unisce bassi profondi e ritmi coinvolgenti, è capace di creare atmosfere indimenticabili, spingendo sempre i limiti della musica e del dancefloor. La sua passione per la musica lo ha anche portato ad esibirsi in alcuni locali nazionali.
✷ DD Selecter Selecter/Organizzatore/Pr, Simone Didi "Aka" DD Selecter da sempre appassionato e cultore delle sonority black nei suoi djset, quando 6 in solitaria, trasmette tutta la sua grande passione per it genere R'n'B e Reggae, quest ultimo rigorosamente Roots. Essendo amante della musica in generale dal 2015 porta avanti con alcuni suoi collaboratori 2 progetti che lo hanno visto in scena in numerosi locali di Torino e Provincia denominati it primo "That's DOOZY", una serata che percorre la storia della musica dagli anni '50 fino ai 2000 e it secondo "Nevermind" dove i suoni si fanno decisamente piu Rock. Ha collaborato con numerosi locali di Torino tra cui: Lab, Off Topic, Amen Docks Dora, Blah Blah, Combo e molti altri.
https://www.instagram.com/simodd
https://www.facebook.com/simone.d.sisti
✷ DJ Vale
Un maestro nel creare atmosfere sensuali e avvolgenti attraverso la Black Music e il Funky. Per 25 anni ha guidato la serata “Afrodisiak”, fondendo ritmi Afro, Reggae, Brasil, Funky e Ethno con un focus su suoni esotici e Afrobeat.
Collabora con BUNNA degli Africa Unite con il loro progetto “Vibez a Gwaan”, esplorando la musica giamaicana.
Con Vito Miccolis collabora al progetto "Afromatic" , beat e percussioni dal vivo su un tappeto sonoro di World Music.
I suoi dj set sono un viaggio nel mondo sul treno del groove.
Nel 2012 ha creato “Funky Goodness” con Dj Ciaffo e “Vena Funk” con Tony Negro e Igor Fk , con i quali esplora le sonorità più oscure della Black Music, dal Funky Soul al Latin Jazz selezionate in vinile.
https://www.facebook.com/afrodisiak.djvale/
https://www.instagram.com/djvale.afrodisak/
✷ Bonino Vitale in arte Bunna, nasce musicalmente parlando, nel 1981,quando fonda, insieme a Madaski, gli Africa Unite.
Da allora, con questo progetto, ha pubblicato 16 dischi e fatto migliaia di concerti, in giro per il mondo. Un lavoro instancabile che ha fatto diventare, gli Africa, una delle realtà più importanti del panorama reggae italiano e non solo.
Per festeggiare il trentennale del progetto, ha scritto con Madaski il libro "Trent’anni in Levare. Storia della storia di Africa Unite."
Oltre agli Africa, dal 1994 al 2006, ha fatto parte del progetto Giuliano Palma & The Bluebeaters nelle vesti di bassista.
Ha per anni condotto, al fianco di Frank Napoleone, Natural Mystic, un programma di musica e curiosità sul mondo del reggae, sulle frequenze di Lifegate Radio.
In questi ultimi anni, nonostante l’attività con gli Africa Unite rimanga sempre il suo progetto principale, è parte di Double Trouble, un progetto/tributo acustico di Marley dove in compagnia di Zibba e Raphael propone, in acustico, una selezione di brani del repertorio del maestro.
Occasionalmente propone dei Dj sets dove esplora ed approfondisce le varie evoluzioni e sfaccettature del genere di origine giamaicana.
https://www.facebook.com/realbunna
https://www.instagram.com/realbunna/
✷ Parpaglione (Bluebeaters)
Membro e fondatore dei Bluebeaters, è stato dal 1991 al 2005 una colonna portante del comparto fiati degli Africa Unite e precedentemente dei Loschi Dezi (gruppo cult del circuito underground torinese dal quale sono poi nati i Mau Mau).
https://www.instagram.com/paoloparpa
https://www.facebook.com/paolo.angelo.parpaglione
✷ Vito Miccolis è un cantante , batterista, percussionista, conduttore radiofonico e comico Italiano (Dr. Lo Sapio)
Artista noto principalmente per la sua attività di musicista e comico radiofonico, attivo fin dagli anni ottanta, nei primi anni duemila ottiene notorietà a livello nazionale grazie al gruppo dei Tribà e la sua partecipazione al programma televisivo Kitchen su MTV insieme ad Andrea Pezzi e Mao.
Alla fine degli anni ottanta ha fondato i Tribà, una band multietnica che sperimenta una fusione tra il sound nordafricano e quello cubano mixato a sonorità più moderne, con la quale ha realizzato numerosi concerti. Nel 1996 i Tribà pubblicano il primo disco Distanze, con la supervisione di Josh Sanfelici, bassista dei Mau Mau. Alla fine degli anni novanta entra nel gruppo anche Bobo Boggio, cantante dei Fratelli di Soledad, che in quel periodo avevano interrotto la propria attività.
Attualmente collabora in studio e suona nei concerti di Alberto Napo Napolitano, Espresso Atlantico, Federico Sirianni e GnuQuartet, oltre ad accompagnare spesso il cantante e concittadino Mao nei concerti e nel talk show torinese Il Salotto di Mao.
Nel 2018 fonda il Trio Marciano, formazione composta da esponenti storici della scena rock torinese (Vito “Dottor Lo Sapio” Miccolis, Mauro “Mao” Gurlino ed Enzo “Rosko” Mesiti) che nasce come resident band del format Canzonando, spin-off di Roba forte. Nel corso degli anni, la formazione pubblica i tre singoli Stoppi, Incipit, Terme di Stura e il podcast Registrando, fino ad arrivare nel 2023 alla pubblicazione dell'EP Trilogy, dedicato a Barriera di Milano, accompagnato dal videoclip di Vieni a vivere di noi.
A partire dal 2021, inizia a collaborare dal vivo e in studio con i Casino Royale. Nel 2024, i Subsonica pubblicano il disco Realtà aumentata, alle cui registrazioni ha preso parte in qualità di percussionista.
✷ DANIELE BALDELLI (Cosmic / Baia Degli Angeli) IT
DALLA BALERA ALLA DISCOTECA, DAL LENTO ALLO SHAKE, DALL'ORCHESTRA AL DISC-JOKEY. Daniele Baldelli, uno dei primi dee-jay italiani, si racconta e ci svela i segreti di un'epoca.
Prima degli anni settanta non esisteva la discoteca. Nelle sale da ballo regnava la musica dal vivo. Successivamente, si iniziano a ballare i dischi, in alternativa o come pausa musicale delle orchestre. Ecco esordire i primi dee-jay. Dovevano "metter su" i dischi, semplicemente uno dopo l'altro. Sarà più avanti che riusciranno a sovrapporre uno o più brani, mixare i pezzi.....esprimendo la propria abilità. Diventeranno artisti capaci di giocare con i dischi, anche magistralmente, divulgando tutto il loro sapere. Investendo nella ricerca musicale e nella tecnica. Avventuriamoci insieme in questo affascinante viaggio alla scoperta di una professione che ha fatto storia.........
E' il 1969. Allora si colloca la nascita professionale di Daniele Baldelli.
Inizia per caso in quell'anno, giovanissimo. Il suo talent scout è il gestore del TANA CLUB DISCOTEQUE (era stato in Francia dove aveva visto alcuni music-bar che si chiamavano appunto: discoteque). Lo interpella proponendogli di fare il "metti dischi" (non era ancora coniata la parola Disc-Jokey, almeno in Italia).
Non esistendo né mixer né preascolto, il suo compito si limitava soltanto a programmare i dischi che erano già stati scelti dal gestore del locale. Si procedeva abbassando il volume del giradischi sul quale girava il 45 giri che si stava ascoltando, e alzando il volume di un altro giradischi dove era pronto un altro 45 giri. Naturalmente non esisteva il mixaggio.
Un eventuale spazio vuoto non era rilevante: eravamo agli albori del Dee-Jay. Un mestiere ancora tutto da inventare.
Daniele Baldelli quindi, non ha modelli a cui fare riferimento, ed in assenza di apparecchiature, che sarebbero arrivate più tardi, cercava di inventarsi qualche metodo per far si che la musica avesse una certa continuità. Non amava insomma molto quella pausa che c’era tra un disco e l’altro.
Così, cercava di sentire il rumore che faceva la puntina quando raggiungeva il primo solco del disco, per capire che era il momento di alzare il volume. Oppure incideva delle tacche sulla variazione di velocità del giradischi “LENCO” per avere dei punti di riferimento, o ancora attaccava delle etichette adesive sul disco per individuare il punto esatto di partenza della musica (pratica più tardi ripresa da dee jay scratchattori virtuosi del vinile e concorsi D.M.C.)
Nel 1970 passa al TABU’ CLUB sempre a Cattolica. La musica che suonava ai tempi, si poteva forse dividere in due grandi branche: la musica Bianca, di provenienza europea, e la musica Nera di provenienza americana. Si parla sempre di 45 giri (o seven inch) che costavano allora 600 lire. L’album, che costava 3.300 lire, era quasi sempre una spesa inutile, perché l’unico pezzo ballabile contenuto usciva su 45 giri. Così in quell’anno si mescolavano dei dischi europei, che erano quasi sempre canzonette allegre e commerciali, con dischi americani soul, rhythm&blues e funky di
artisti quali: Arthur Conley, Joe Tex, Wilson Pickett, James Brown, Rufus Thomas, Lyn Collins, ecc. Naturalmente reperire questo materiale non era sempre facile. Di solito il Dee-Jay si limitava a servirsi dell’unico negozio musicale presente nel proprio paese. Daniele Baldelli, invece prendeva il treno e si recava a Lugano (là c’era un negozio chiamato Radio Columbia) e qualche volta a Parigi dove riusciva a reperire dischi d’importazione.
Un altro particolare sulle serate in discoteca negli anni 70, era che la musica veloce che si ballava come “shake” veniva alternata da lenti. La proporzione era di 5 shake e 5 lenti, poi col passare degli anni, trenta minuti di shake e 3 lenti.
Nel 1974-75 apre LA BAIA DEGLI ANGELI, un locale che ha sicuramente segnato la storia della discoteca in Italia.
Situato sulla collina di Gabicce (PS), affacciato al mare, formato da vari piani comunicanti tra loro. Una struttura completamente bianca e panoramica con tante particolarità innovative come la consolle del Dee-Jay, costituita da un ascensore dalle pareti di vetro che permetteva al Dee-Jay di andare dal primo al secondo piano per avere la visuale completa delle varie piste, esterne ed interne.
Un braccio meccanico con gabbiotto (tipo quello per riparare i cavi alta tensione) carico di effetti luce che poteva anch’esso spostarsi sulle varie piste. La piscina interna (con pista da ballo) ed esterna, una grafica d’avanguardia, orari d’apertura mai visti prima di allora (5 o 6 del mattino), locale illuminato a giorno, assenza di lenti, solo musica americana bellissima e mai sentita (sei mesi più avanti di quella comunemente programmata dai dee-jays della Riviera Adriatica).
La musica era affidata a due dee-jays americani: TOM SISON E BOB DAY .
Nel frattempo tutti avevano mixer – cuffia – pre ascolto e monitor, ma probabilmente non sapevano usarli nel modo giusto.
La fortuna di esser vicino alla Baia Degli Angeli, di sicuro ha contribuito positivamente sull’evoluzione tecnica del d.j. Daniele Baldelli, il quale vide per la prima volta , dai due americani come poter eseguire un mixaggio in piena regola.
Si doveva togliere la sagoma di gomma che di solito ricopre il piatto, e mettere al suo posto un 45 giri con la sua copertina di carta (poi sostituito più avanti dal classico “panno”). Su di esso si posizionava il disco da suonare (compare il 12 inch, disco contenente un solo brano ma grande come un album per ottenere una dinamica migliore. L’industria discografica si attrezza e si specializza in prodotti creati per la discoteca) . in questo modo lo si poteva rallentare o accelerare con le mani, oltre ad aiutarsi con le correzioni di velocità del piatto stesso per mettere allo stesso ritmo i due brani ed ottenere la loro sovrapposizione perfetta.
Grande stupore e gioia per Daniele Baldelli quando Bob Day e Tom Sison, lo ascoltarono casualmente al Tabù Club un pomeriggio e gli fecero grandi complimenti. Per poi proporlo al gestore della Baia per sostituirli alla fine del loro contratto – e lasciandogli in regalo la copia, tanto ambita e desiderata, del disco di LOLEATTA HOLLOWAY “hit and run” con tanto di dedica e autografo!!!!
Parallelamente fu contattato anche Claudio Rispoli, in arte Mozart.
Così i due si ritrovarono insieme per la grande avventura BAIA 1977/78.
✷ Il “COSMIC” nasce nel 1979 a Lasize sul Lago Di Garda.
Nelle intenzioni del fondatore era già evidente la voglia di creare qualcosa di alternativo a partite dal logo – dove si vede la scritta “COSMIC” che avanza in velocità per infrangere un vetro che racchiude simbolicamente un paesaggio terrestre (spunto preso espressamente da una copertina dei “Commodores”).
La scelta del Dee Jay si orienta su Daniele Baldelli che era stato notato nel 1977-1978 alla consolle della “Baia Degli Angeli” di Gabicce (PS). Tutto quindi parte con l’idea che la musica doveva essere l’elemento trainante del progetto.
Inoltre la discoteca, che era omologata per 1.200 persone, aveva una pista da ballo per 700, un impianto luci mai visto prima. Una cosa certamente singolare considerando l’offerta di quel periodo. Il tutto supportato da un potentissimo impianto musicale. L’interesse che ha suscitato la prima sera dell’inaugurazione, la forte affluenza di pubblico, ha fatto sì che la festa inaugurale si ripetesse per le 4 serate successive, registrando ogni notte il tutto esaurito.
Ben presto, la fama del “Cosmic” , si allarga a macchia d’olio e si espande in pochi mesi oltre le province di Verona, Brescia e Mantova. Il locale nel giro di un anno diventa un punto di riferimento per tutto il “trend” e resta un punto fermo dal ’79 all’84. Nel parcheggio si notavano targhe automobilistiche da Palermo ad Udine, da Napoli a Torino, da Innsbruck a Firenze. Tutta la “tendenza” della penisola si prenotava per un sabato sera al “Cosmic” ansiosa di partecipare ed ascoltare quel fenomeno musicale etichettato come “AFRO”. Naturalmente, anche se si continua ad usarlo , questo termine era ed è improprio . A meno che si consideri l’ africanismo come l’unica matrice che influenzava le varie proposte musicali di Daniele Baldelli .
Infatti , anche se si possono distinguere vari periodi nella storia del “Cosmic” (da quello del Funky – Disco del primo anno e quello prettamente elettronico del 1980-82 e a seguire i momenti più influenzati dal Reggae, dal Fusion, dal Jazz, dal Brasile) l’africanismo , Daniele Baldelli, lo esprimeva quando suonava il Bolero di Ravel sovrapponendolo ad un brano degli Africa Djola, oppure un pezzo sperimentale di Steve Reich sul quale mixava un canto Malinke della Nuova Guinea, mixando i T-Connection con Moebius e Rodelius, scoprendo nell’album Izitso l’unico brano ipnotico- tribale di Cat Steven, estraendo l’africa dai Depeche Mode suonandoli a 33 giri o viceversa facendo diventare musica una voce reggae suonata a 45 giri, mixando una ventina di brani africani su uno stesso pattern di batteria elettronica o suonando insieme una batucada con Kraftwerk, usando gli effetti elettronici di un sintetizzatore per sovrapporli a brani di Miram Makeba, Jorge Ben o Fela Kuti- o ancora accostando le melodie indiane di Hofra Haza o Sheila Chandra con le sonorità elettroniche della SKY RECORD tedesca.
Anche se poi largamente imitato o preso come punto di riferimento in quel periodo Daniele Baldelli era solo: con la sua fantasia, la sua voglia di musica , la sua ricerca tecnica, ha spaziato e sperimentato i vari stili senza avere moduli o modelli a cui rifarsi.
Si può dire che, senza accorgersene, Daniele Baldelli sia stato il precursore di tutto quello che è il lavoro del Dee Jay – iniziando nel 1969, quando ancora non esisteva né mixer né cuffia per il pre - ascolto fino a inventarsi per primo l’utilizzo in discoteca della batteria elettronica, di sintetizzatori e dei primi campionatori che avevano solo 4 secondi di memoria.
Nel 1980, Daniele Baldelli si inventa il “Dee Jay concerto” .
Praticamente quattro piatti, due mixer, batteria elettronica o percussioni dal vivo mentre sui piatti venivano mixati in poco più di mezz’ora 80 – 100 brani che praticamente davano vita ad un supermegamix il tutto rigorosamente dal vivo.
Un’altra particolarità del “Cosmic” era l’equalizzatore, che veniva usato come strumento musicale, intervenendo ritmicamente su tasti e cursori si manipolavano le varie frequenze creando accentuazioni su un “Cymbal” o su una voce, su un basso. Oppure si esasperava al massimo un intervento di tastiera stravolgendo o caricando così il brano che sembrava remigato dal vivo.
Il mixaggio era un’altra caratteristica o quasi una “fissa” di Daniele Baldelli che spendeva letteralmente il suo tempo all’ascolto dei suoi dischi (che oggi sono circa 60.000) per trovare gli accostamenti migliori o i punti dove i brani sovrapposti ne creano un terzo.
Il “Cosmic” chiude i battenti nel novembre 1984.
https://www.facebook.com/danielebaldellidj
https://www.instagram.com/djdanielebaldelli/
✷ Gianluca Pandullo in arte I-ROBOTS inizia la sua carriera da d.j. all’inizio degli anni ’80 suonando le diverse correnti della “Black Music” che includevano ritmiche Funky, Disco ed Afro, con un personale interesse verso la musica Krautrock, Cosmica ed Elettronica: radici tutt’ora percepibili dalle sue selezioni musicali orientate verso Techno e House.
Negli anni si è fatto promotore di tantissimi stili musicali; ha suonato e si è esibito in dj set che, tra le loro ritmiche, includevano Soul, Jazz, Funk e Latin ma anche tutto ciò che da queste è derivato: Hip-Hop, House, Acid-Jazz, Trip-Hop e Drum’n'Bass.
I-Robots è inoltre un grandissimo collezionista e trader di vinile, è stato un giornalista e recensore, è un attivo promoter, e continua a collaborare con i maggiori e più quotati nomi di ogni scena musicale.
La sua abilità e la sua esperienza in tutte le realtà musicali gli permettono di realizzare un dj set veramente alternativo e originale con influenze che prendono lo spunto da molti degli stili da cui si muove la musica House e Techno, incorporando sfumature “Freestyle”, Electro, Deep, Ethno, Jazzy e Dub, il tutto unito alla sua innata abilità di lettura del pubblico e creazione di feeling immediato.
www.residentadvisor.net/dj/i-robots/
https://www.facebook.com/IROBOTS.OFFICIAL
https://open.spotify.com/intl-it/artist/0pEvcNZLkhdc4zPMpWllPL?si=eXKbN-0cT_u6_PpyI2ptyQ
✷ ƏCTØ talentuoso "Sport DJ" erede di Opilec Music e Turin Dancefloor Express
https://www.instagram.com/edoardo.pandullo/
✷ Pierfunk (aka Pierpaolo Peretti Griva) "bassista filosofo, meditatore di groove e mantra di basso macinati con l'ostinazione di un bass-liner" (come lo definisce Paolo Ferrari nel libro Anomalia Subsonica).
Diplomato in basso elettrico al CPM di Milano, nei primi anni della sua carriera lavora come session man per artisti italiani e internazionali, tra cui Loredana Bertè, Tom Hooker, Marcella Bella, Gruppo Italiano, Delta V, ecc. In questi anni sviluppa un linguaggio musicale originale che intreccia funk, rock, elettronica, jazz e cultura club.
Nel 1996 partecipa alla start up dei Subsonica come bassista della formazione originaria, contribuendo alla realizzazione di Subsonica, Microchip Emozionale e Coi piedi sul palco, tre lavori che hanno segnato la nascita di una delle band più influenti e innovative della musica italiana contemporanea.
Nel 2000 fonda insieme a Samuel e Pisti i Motel Connection, progetto pionieristico che anticipa la contaminazione tra musica suonata ed elettronica, portando sui palchi italiani un originale crossover tra club culture, live performance e sperimentazione audiovisiva. Con i Motel Connection firma le colonne sonore dei film Santa Maradona e A/R Andata + Ritorno di Marco Ponti e pubblica gli album Give Me a Good Reason to Wake Up, Do I Have a Life?, H.E.R.O.I.N. e Vivace.
Con i Motel Connection e Stefano Pesca sviluppa il progetto Vertical Stage, un innovativo format urbano che trasforma balconi e facciate degli edifici in palchi verticali, convertendo lo spazio pubblico
da semplice luogo di passaggio a occasione di incontro, partecipazione e relazione sociale.
Dall'esperienza del Vertical Stage nasce anche WE(R)evolution, progetto realizzato insieme a dPixel
e alle principali università italiane per promuovere la cultura dell'innovazione, delle startup e dell'imprenditorialità giovanile. Attraverso contest, conferenze collaborative, incontri con innovatori e performance musicali, WE(R)evolution ha creato un ponte originale tra creatività, impresa e partecipazione, coinvolgendo centinaia di giovani nella costruzione di nuove idee e nuovi progetti.
Nel corso della sua carriera con i Motel Connection si esibisce nei principali festival e club italiani e internazionali, partecipando tra gli altri al Concerto del Primo Maggio, al Movement Festival di Detroit e aprendo il tour italiano dei Depeche Mode allo stadio San Siro di Milano e all’Olimpico di Roma.
Parallelamente all'attività musicale, ha trasformato la propria esperienza di sperimentazione artistica in
un percorso imprenditoriale e professionale dedicato all'innovazione, alla creatività e alla trasformazione delle organizzazioni, portando nel mondo dell’impresa lo stesso approccio che ha caratterizzato la sua ricerca musicale: contaminare linguaggi diversi per generare nuove possibilità.
https://www.instagram.com/pierfunk/
https://www.facebook.com/pierfunk.mc
✷ CLEAN PEE, Dj e organizzatore di eventi artistico/musicali attivo dal 1991 dopo diverse esperienze in bands darkwave locali durante la fine degli anni 80, ha mosso i primi passi dietro la consolle sperimentando sonorità e stili underground diversi tra loro. Tra migliaia di serate organizzate in centinaia di locali, maggior attenzione va a ONYRICA che ha fondato nel 2002 negli storici Docks Dora a Torino.
https://www.facebook.com/paolo.onyrica
✷ RKF Honorfarm Crediamo che l’arte sia un potente mezzo per veicolare il cambiamento ed una pratica che possa influenzare positivamente il mondo, noi stessi e le persone con cui interagiamo.
La Madonna e il simbolo della creazione.
La passione per i simboli, le icone religiose e l’arte sacra ci ha accompagnato ad esprimere la nostra creativita nella realizzazione di opere in gesso.
La creazione delle nostre opere ha origine dalla polvere del gesso. Preparare lo stampo, la giusta miscela e “fare la colata” e ormai un rituale che anticipa l’attesa di arrivare alla fase due del suo processo di creazione. Questo noi lo chiamiamo “vortice”
www.rkf-honorfarm.com
https://www.facebook.com/RoyalKhabibFamilia/about
https://www.instagram.com/rkf_honorfarm/
✷ R3WEAR crea uno spazio in cui fermarsi prima che un abito ancora utilizzabile diventi semplicemente qualcosa da eliminare.
Una scelta individuale diventa un gesto collettivo e il capo viene rimesso in circolo, continuando la propria storia.
R3WEAR — COLLEZIONE APERTA
Porta un capo che ami ma non indossi più. Affidalo alla Collezione Aperta e scegline un altro. *Niente acquisti, niente vendita: un capo entra, un capo torna a vivere. *STILL HYPE.*
https://www.facebook.com/r3wear.upcycling
Evento che accompagna Torino alla prossima edizione di Umbertissima
https://www.facebook.com/umbertissima
https://www.instagram.com/umbertissima/
E’ previsto il servizio ristorazione interno.
In caso di maltempo la struttura permetterà comunque lo svolgimento di tutte le attività previste all’interno dei propri locali.
Info.: @opilecmusic - Tel.: +39-393-1214846 Vedi meno
Event venue
Bunker, Bunker, Via Niccolò Paganini, 10154 Torino TO, Italia, Torino, Italy
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