About this Event
Attraverso la storia dei celebri Album Strozzi di Leone Strozzi, Silvia Davoli e Adriano Aymonino, in una conversazione a due, ci mostrano cosa un collezionista del primo Settecento intendesse per “capolavoro”.
‘Mal giudicar puossi’: i volumi di pietre di Leone Strozzi
Negli ultimi anni del Seicento, il collezionista di origini fiorentine Leone Strozzi colloca al centro della sua Wunderkammer romana due volumi che custodiscono una straordinaria raccolta di sottilissime lastre di marmi antichi romani e pietre dure fiorentine, destinati a suscitare l’ammirazione di viaggiatori come Bernard de Montfaucon, Montesquieu e il Président de Brosses: i celebri Album Strozzi. Sul frontespizio del secondo volume Strozzi fa trascrivere un verso dell’Orlando Furioso, nel quale Ariosto si domanda quale eccellenza sia maggiore: quella della natura o quella dell’artificio umano. È una tensione che attraversa la cultura europea tra Sei e Settecento e che negli Album Strozzi trova una delle sue espressioni più affascinanti. Attraverso la storia di questi volumi, dalla loro ideazione alla loro scomparsa e, infine, alla loro riscoperta secoli dopo, la lezione, tenuta a due voci, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra collezionismo, studi geologici e cultura del Grand Tour, per interrogarsi su una domanda ancora attuale: che cosa significava, per un grande collezionista della fine del Seicento, creare un capolavoro? La risposta risiede in un oggetto capace di incarnare, senza risolverla, la sfida tra ciò che la natura offre e ciò che l’ingegno umano sa creare.
I biglietti delle lezioni sono acquistabili SOLO online.
Event venue & nearby stays
Museo Stefano Bardini, piazza de' Mozzi 1, Firenze, Italy