About this Event
ALICE IN WANDERING. UNA STORIA VERA
Una casa che cambia forma, un orologio che non segna più il tempo, un marito diventato Coniglio Bianco: un viaggio reale e surreale nel mondo di Marta, giovane malata di Alzheimer precoce.
Liberamente ispirato al romanzo di Lewis Carroll, lo spettacolo fonde fiaba e vissuto personale per raccontare con poesia e ironia la fragilità, la cura, la perdita e l’amore. La scena spoglia si trasforma quando il Paese delle Meraviglie irrompe a scombinare le regole, mentre la nostra Alice si ritrova in un mondo in cui le stanze cambiano posizione, i gatti danno consigli, i bruchi prescrivono danze popolari e i fiori nel giardino sono più di 55 milioni.
Una produzione KNK Teatro
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, La Filostoccola
con il sostegno di Circuito Claps/Intercettazioni – Centro di Residenze Artistiche della Lombardia, Festival VagaMente – Fondazione G. E. Ghirardi
Testo e regia di Chiara Callegari e Simone Luglio
Con Simone Luglio, Giovanni Santangelo e Chiara Callegari
Dramaturg e assistente alla regia: Eliana Rotella
Luci: Gaetano La Mela
Musiche originali: Salvo Seminatore
Suono: Marianna Murgia
Video: Luca Grazioli
Sarta: Elena Dal Pozzo
Gestione tecnica: Marco Tumminelli
Si ringraziano Luca Luglio per l’arrangiamento della Canzone dei Fiori e Francesco Menegato per la grafica dell’etichetta e del biglietto da visita dello Stregatto
Presentazione del Festival
Dedicato al tema della dignità, il Festival della Sapienza mira a valorizzare la riflessione e la creatività artistica che lo indagano e a promuovere la partecipazione attiva della società civile, nell’ambito delle iniziative di Terza missione e Public Engagement sviluppate dall’Ateneo e destinate anche a un pubblico esterno non accademico. L'impegno per la giustizia sociale vive anche della sensibilizzazione culturale per sfide epocali quali la salute, il benessere e la qualità della vita, con particolare attenzione alle categorie vulnerabili, la sostenibilità ambientale e climatica, l’accessibilità alle nuove tecnologie.
In continuità con la scorsa edizione, il Festival propone una riflessione sulla dignità come valore universale, fondamento del rispetto di ogni persona, della sua integrità, della sua libertà e del suo irriducibile valore. Se nel 2025 la dignità si presentava come una dimensione inquieta, fragile e continuamente esposta al rischio della negazione, l’edizione 2026 invita a darle corpo.
Nessun valore vive davvero finché rimane soltanto enunciato. La dignità prende corpo nella responsabilità della relazione.
Per questo il teatro è il linguaggio del Festival: non rappresenta la dignità ma la mette alla prova in un tempo e in uno spazio condiviso da persone che accettano di esporsi reciprocamente attraverso corpi, parole, silenzi e sguardi.
Per la durata di quell’incontro, la dignità cessa di essere un’idea da affermare e diventa una pratica vissuta, affidata alla responsabilità del riconoscimento reciproco.
Dare corpo alla dignità significa creare le condizioni perché possa darsi una forma di relazione capace di riconoscere l’altro nella sua irriducibile dignità.
Il teatro custodisce questa possibilità, poiché la relazione è la condizione stessa della sua esistenza.
Con una programmazione che intreccia spettacoli dal vivo, laboratori, incontri e momenti di dialogo, il Festival invita a confrontarsi con alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: l’invecchiamento e le malattie neurodegenerative, il rapporto tra essere umano e ambiente, la violenza, il carcere, le migrazioni, le guerre, le disuguaglianze economiche e sociali, l’impegno civile delle donne, l’inclusione delle persone più fragili e le trasformazioni del presente osservate anche attraverso lo sguardo dei bambini e delle nuove generazioni
Event venue & nearby stays
Teatro Ateneo - Sapienza Università di Roma, 5 Piazzale Aldo Moro, Roma, Italy