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Mercoledì 11 MarzoStart ore 22:00
Ingresso 8 euro
Nel secondo album di Scout Gillett, "Tough Touch", l'artista nata in Missouri e ora residente a Los Angeles, ex Brooklyn, emerge da anni di incessante movimento. Gillett ha vissuto molto nel periodo che ha preceduto il suo acclamato album di debutto del 2022, "no roof no floor": tour e viaggi senza sosta, due dolorose rotture sentimentali e una terribile esperienza di pre-morte durante le riprese di un video fai da te in West Virginia, e il trasferimento a Los Angeles dopo aver vissuto a New York per otto anni. Descrive questo periodo come un periodo di profonda crescita e vulnerabilità. Tough Touch, la sua prima uscita per la nuova etichetta Slouch Records, esplora il dolore e la forza vitale che tale vulnerabilità porta con sé, e la sfida di ritrovare se stessi in un mondo in continua evoluzione. Reso con il grintoso e scintillante suono cosmico che rende il sound di Gillett così singolare, Tough Touch la vede aprire nuovi orizzonti come paroliera ed esplorare territori sonori accattivanti e indefinibili, ogni momento energizzato dalla sua voce potente.
La storia dell'album inizia nella vecchia camera da letto di Gillett a Bed-Stuy, nel suo studio portatile Tascam a quattro tracce. Lontano dal computer, ha iniziato a creare nuove canzoni, concentrandosi in particolare sulla scrittura stessa. Tra "No Roof No Floor" e "Tough Touch", qualcosa di fondamentale è cambiato nell'identità artistica di Gillett. "Mi sono sentita più vicina al mio essere una scrittrice e non solo una musicista", dice. Alcuni brani sono stati poi registrati su registratore a bobina nel suo soggiorno e nella sua sala prove, aggiungendo ogni volta nuovi livelli e prospettive. Questo processo ha permesso a Gillett di rielaborare testi, melodie e strutture con cura, conferendo ai brani una profondità che sembra meritata. E poi è arrivato un viaggio non convenzionale: Gillett ha intrapreso quello che lei chiama il suo tour "build-a-band", suonando con musicisti con cui non aveva mai suonato prima e impegnandosi in concerti in città sconosciute, correndo rischi basati sulla fiducia e sulle raccomandazioni. Quella formazione definitiva – il collaboratore di lunga data Ted Jamison (basso), Abdon Valdez (batteria) e Omar Schambacher (chitarra) – ha portato l'alchimia che stava cercando. "Mi sono sentita davvero in sintonia con la band, e la band è stata davvero comprensiva e sensibile nei confronti del disco."
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Event Venue
BLAH BLAH, via Po 21,Turin, Italy
Tickets
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