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Venerdi 29 maggio 2026 alle ore 17.30 l'Associazione socio-culturale “il Vaso di Pandora” in collaborazione con l UNIBA e il CIRPAS, organizza un convegno "La Solitudine del cittadino globale" a cura del prof. Alberto Fornasari presso l Aula Magna "Aldo Cossu" - Palazzo Ateneo. L' incontro sarà introdotto da Severina Bergamo Presidente del Vaso di Pandora, dal prof. Paolo Contini Professore associato di Sociologia, Università IUL Sociologia generale che dialoghera' con il prof. Alberto Fornasari.
In un mondo sempre più interconnesso, segnato da flussi globali, mobilità continua e trasformazioni profonde delle strutture sociali, emerge con crescente evidenza un fenomeno tanto diffuso quanto complesso: la solitudine. Non più soltanto esperienza individuale o condizione psicologica, essa si configura oggi come una vera e propria questione pubblica, che attraversa dimensioni educative, sanitarie, politiche e culturali.
È a partire da queste premesse che si inserisce l’incontro dal titolo “La solitudine del cittadino globale: analisi, riflessioni, rischi, traiettorie esistenziali”, un’occasione di approfondimento scientifico e confronto interdisciplinare volta a esplorare le radici e le implicazioni di uno dei fenomeni più significativi della contemporaneità.
Protagonista dell’evento sarà il Prof. Alberto Fornasari, Professore universitario di Pedagogia Sperimentale presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca Popolazione, Ambiente, Salute (CIRPAS), da anni impegnato nello studio delle trasformazioni educative e sociali in contesti complessi e globalizzati.
Al centro della riflessione proposta vi è il concetto di “solitudine del cittadino globale”, elaborato a partire dalle analisi del sociologo Zygmunt Bauman. In questa prospettiva, la solitudine non è semplicemente il risultato di una mancanza di relazioni, ma il prodotto di una frattura strutturale tra potere e politica: mentre le decisioni che influenzano profondamente la vita dei cittadini – dai processi economici globali alle crisi ambientali e migratorie – vengono assunte in contesti sovranazionali, le istituzioni locali appaiono sempre più indebolite e incapaci di rappresentare efficacemente i bisogni delle comunità.
Ne deriva un diffuso senso di impotenza e disconnessione: il cittadino percepisce di non avere strumenti adeguati per incidere sulla realtà, sperimentando una forma di isolamento che è al contempo sociale, politico ed esistenziale. La globalizzazione, in questa chiave di lettura, produce una contraddizione profonda: società sempre più interconnesse sul piano tecnico e comunicativo, ma sempre meno coese sul piano umano e relazionale.
Il fenomeno si manifesta in forme differenti, che la letteratura distingue tra loneliness (solitudine soggettiva), legata alla percezione di una mancanza di relazioni significative, e social isolation (isolamento sociale), inteso come riduzione oggettiva dei contatti e delle interazioni. Due dimensioni che, pur potendo coesistere, non coincidono necessariamente, ma che entrambe contribuiscono a delineare un quadro di crescente fragilità sociale.
I dati più recenti restituiscono un’immagine allarmante: circa una persona su quattro a livello globale dichiara di sentirsi sola, mentre oltre il 23% riferisce di aver sperimentato intensi sentimenti di solitudine anche nell’arco di una singola giornata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente sottolineato come solitudine e isolamento rappresentino un rischio emergente per la salute pubblica, associato a effetti significativi sulla salute mentale e fisica, fino a incidere sui tassi di mortalità.
Particolarmente esposti risultano alcuni gruppi della popolazione: gli anziani, soprattutto in presenza di limitazioni fisiche o ridotta mobilità; i giovani e gli adolescenti, spesso immersi in dinamiche digitali che non sempre favoriscono relazioni autentiche; le persone affette da condizioni croniche o situazioni di vulnerabilità economica e sociale. In tutti questi casi, la solitudine si intreccia con altri fattori di esclusione, amplificando le disuguaglianze.
Tra le principali cause individuate emergono i processi di mobilità geografica e migrazione, che interrompono legami sociali consolidati; l’urbanizzazione e gli stili di vita contemporanei, che pur aumentando la densità abitativa non garantiscono relazioni significative; le trasformazioni della famiglia, con l’aumento dei nuclei unipersonali, delle separazioni e della distanza intergenerazionale; l’uso delle tecnologie digitali, che può talvolta accentuare il senso di isolamento; e, più recentemente, l’impatto della pandemia da Covid-19, che ha agito come potente fattore di amplificazione delle fragilità esistenti.
Le conseguenze della solitudine si estendono ben oltre la sfera individuale: essa incide sul benessere psicologico, favorendo depressione, ansia e stress, ma ha anche effetti misurabili sulla salute fisica e sulla qualità della vita. Studi longitudinali evidenziano una correlazione significativa tra isolamento sociale e aumento del rischio di mortalità, mentre sul piano sociale si osserva una riduzione della partecipazione civica, del senso di appartenenza e della fiducia nelle istituzioni.
In questa cornice, assume particolare rilievo anche il rapporto tra solitudine e comportamenti a rischio, come la ludopatia. Le ricerche mostrano come il gioco possa essere utilizzato come strategia di fuga da stati emotivi negativi, ma evidenziano anche una relazione complessa e bidirezionale, in cui il comportamento problematico può a sua volta generare ulteriore isolamento.
L’incontro si propone non solo di analizzare criticamente il fenomeno, ma anche di individuare possibili traiettorie di intervento. La letteratura scientifica converge sulla necessità di approcci integrati e multilivello: politiche pubbliche orientate alla promozione della connessione sociale, interventi urbanistici capaci di favorire l’incontro e la socialità, programmi comunitari e intergenerazionali, percorsi educativi e azioni di supporto psicologico.
In particolare, emerge l’importanza di strategie partecipative e contestualizzate, capaci di coinvolgere attivamente le persone e di adattarsi alle specificità culturali e generazionali. La solitudine, infatti, non può essere affrontata esclusivamente come problema individuale, ma richiede una risposta collettiva, che chiama in causa istituzioni, comunità educanti e società civile.
L’evento rappresenta dunque un momento di riflessione e sensibilizzazione su una delle grandi sfide del nostro tempo, con l’obiettivo di promuovere una nuova consapevolezza e di contribuire alla costruzione di società più inclusive, solidali e capaci di generare legami significativi.
Ingresso Libero
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Event Venue
Aula Magna Ateneo UniBa, VIA CRISANZIO 1,Bari, Italy
Tickets
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