Cuore. Una proposta laica per la nuova Italia.

Tue May 05 2026 at 06:00 pm to 07:30 pm UTC+02:00

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali | Roma

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Cuore. Un proposta laica per la nuova Italia.
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DIPARTIMENTO PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

VIVE-VITTORIANO E PALAZZO VENEZIA

Incontriamoci al Collegio Romano. La Bibliotheca Maior si apre alla città

Aperture straordinarie e rassegna di conferenze a cura di Alfonsina Russo ed Edith Gabrielli

Palazzo del Collegio Romano, Sala della Crociera, Roma


Cuore. Una proposta laica per la nuova Italia.

CICLO: Domani

RELATORE: Adolfo Scotto di Luzio Professore di Storia contemporanea all'Università degli studi di Bergamo

Cuore è il tentativo di elaborare una pedagogia dello sguardo. Attraverso il diario scolastico di Enrico, il libro mette il lettore davanti alla realtà sociale del paese appena unificato: bambini poveri, lavoro precoce, differenze di classe, famiglie segnate dalla fatica. La scuola diventa il luogo in cui questa realtà si rende visibile e in cui la borghesia nascente è costretta a incontrare lo strato popolare della nuova Italia. In questo senso Cuore restituisce il paese più che idealizzarlo. Come nella pittura dei Macchiaioli, l’Italia non appare come un simbolo astratto ma come una serie di scene concrete, di volti e di condizioni di vita. L’educazione civile passa da qui: imparare a guardare il paese per quello che è e assumere la responsabilità della sua verità storica.


Biografia

Adolfo Scotto di Luzio insegna storia contemporanea all'Università degli studi di Bergamo. Si è occupato a lungo e si occupa tuttora di problemi di storia della scuola e delle idee educative. I suoi contributi maggiori in questo campo sono: Il liceo classico (Bologna, 1999); La scuola degli italiani (Bologna, 2007); La scuola che vorrei (Milano, 2014). Ha dedicato studi alla storia della cultura italiana tra Ottocento e Novecento. I suoi ultimi libri sono Nel groviglio degli anni Ottanta. Politica e illusioni di una generazione nata troppo tardi (Torino, 2020); L'equivoco don Milani (Torino, 2023).


CICLO LETTERATURA

Domani - a cura di Gabriele Pedullà, Ordinario di Letteratura italiana, Scuola Normale Superiore di Pisa

Domani: l’avverbio di tempo più promettente, ma anche quello più spaventoso e che più facilmente delude le aspettative. A volte si fa nome, e quando succede si carica di ulteriori promesse, soprattutto se lo si scrive con la lettera maiuscola. È il terreno della fantascienza: dove una volta il futuro si riconosceva per le sue pareti lisce e le sue superfici scintillanti, e dove invece – dagli anni Settanta del secolo scorso, nello stesso decennio in cui ha preso forma per la prima volta la minaccia ecologica – si è imposto piuttosto l’eterno ritorno della fiaba (“C’era un volta, in una galassia lontana lontana…”) o comunque l’idea che tutto ciò che possiamo aspettarci dall’avvenire è al massimo una versione più sgangherata e arrugginita del nostro presente (come in Blade Runner di Ridley Scott, il film che ha decretato presso il grande pubblico la fine delle promesse del Moderno). Al principio del nuovo secolo è sembrato addirittura che non ci fosse più alcuno spazio per lui, quando sembrava che la Storia ormai ruotasse in circolo; da quando però il domani è tornato a farsi sentire di nuovo, contro ogni aspettativa ha assunto una fisionomia minacciosa, anche perché assomiglia molto ai lati peggiori del suo gemello simmetrico che va sotto il nome Ieri. Siamo spaesati, ammettiamolo. Ma, tanto più per questo, vale la pena di tornare ad ascoltare quello che sul tema hanno da raccontarci i grandi classici, sollecitati da quattro protagonisti della cultura di oggi: lo storico Adolfo Scotto di Luzio (Università di Bergamo), che interrogherà Cuore di Edmondo De Amicis; il comparatista Robert Pogue Harrison (University of Stanford), che si soffermerà su La Scienza Nuova di Giambattista Vico; l’italianista Robert Gordon (University of Cambridge) che prenderà spunto da Se questo è un uomo di Primo Levi; e la drammaturga, regista e attrice Chiara Lagani (dei Fanny & Alexander), che ha scelto invece di parlare del domani attraverso L’età dell’innocenza di Edith Wharton. Perché – come ha scritto Anna Seghers in uno dei suoi racconti più belli – “se non c’è più futuro, il passato è esistito invano”.


Per scoprire tutti gli appuntamenti della rassegna:

vive.cultura.gov.it



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Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, 27 Via del Collegio Romano, Roma, Italy

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