About this Event
Il caregiving è una delle esperienze più radicali e meno riconosciute del nostro tempo. È un lavoro silenzioso, spesso non nominato, che si muove tra fatica quotidiana, responsabilità emotiva e trasformazione identitaria. È una pratica che sposta il baricentro dall’“io” all’“altro”, ridefinendo il senso stesso dell’esistere.
Nel suo monologo, Maria Cristina Strati attraversa il tema della cura intrecciando esperienza personale, filosofia e arte contemporanea. Dalla “cura” come struttura esistenziale in Martin Heidegger all’estetica del quotidiano di Yuriko Saito, fino alle pratiche artistiche che hanno reso visibile la fragilità, la perdita, la riparazione: da Felix Gonzalez-Torres a Yoko Ono, da Marina Abramović a Tracey Emin.
Ma il caregiving non è solo un tema teorico o estetico: è un’esperienza che incide la vita e la trasforma. È un tempo diverso. È una postura. È una forma di resistenza.
Nel dialogo che seguirà, l’artista Diego Scroppo porterà la sua esperienza personale di caregiver, intrecciandola alla propria ricerca artistica. Se il caregiver tiene insieme un’esistenza fragile, l’artista tiene insieme senso, memoria e comunità. Entrambi operano in una zona di invisibilità strutturale: lavori essenziali, eppure raramente riconosciuti.
La cura non nasce solo nella malattia. Inizia nel gesto genitoriale, si impara nell’infanzia attraverso la responsabilità verso fratelli, oggetti, spazi. Si estende poi al paesaggio, agli animali, al patrimonio, alle comunità. È una pratica che costruisce il mondo.
SUTURA nasce all’interno di un centro medico, l'Istituto Fisicoterapico di Torino, in un quartiere segnato dalla fragilità. Il suo nome richiama un gesto di ricomposizione: unire ciò che è stato inciso, riparare senza cancellare la ferita. In questo senso, SUTURA è essa stessa un dispositivo di cura: accompagna pazienti, sostiene il personale sanitario, attiva relazioni attraverso l’arte contemporanea.
Questo incontro è un invito a riconoscere la cura come pratica politica, estetica ed esistenziale. E a chiederci: cosa significa, oggi, imparare l’arte di tenere INSIEME?
Maria Cristina Strati (Torino) è autrice, critica d’arte e filosofa. La sua ricerca si distingue per un approccio divulgativo capace di coniugare leggerezza espositiva e rigore scientifico. Collabora con testate di settore e conduce The Hölderlin Project per Radioarte. Tra le sue pubblicazioni saggistiche figurano La fotografia come arte e filosofia (Aracne, 2019) e Talento non Talento (Ferrari, 2022), opere che riflettono la sua capacità di tessere legami tra estetica, arte e pensiero contemporaneo. Alla saggistica affianca una prolifica produzione letteraria che include romanzi e racconti. Attualmente è impegnata nella creazione di nuovi format narrativi e performativi tra arte, filosofia e le diverse espressioni culturali.
Diego Scroppo, nato a Torino nel 1981, ha costruito il proprio percorso formativo tra la scultura tradizionale e le tecniche speciali per il cinema. A partire dal 2008 si è orientato verso la modellazione e la scultura 3D, affiancando alla pratica artistica la partecipazione a workshop e residenze in Italia e in diversi Paesi europei. La sua ricerca si esprime attraverso scultura, pittura e videoarte, con un’attenzione crescente, dal 2018, alla scultura digitale e agli interventi di arte pubblica. Al centro del suo lavoro ricorrono la figura umana e quella animale, spesso intrecciate in forme ibride che esplorano i temi della soglia, dell’alterità e del perturbante, tradotti in immagini dal forte valore simbolico e allegorico.
Event Venue & Nearby Stays
Spazio Sutura, 24 f Via Paolo Sacchi, Torino, Italy
EUR 0.00


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