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Torna alle Brevissime Filippo Camerota, direttore scientifico del Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, per la seconda lezione della stagione primaverile 2026.
Poco più di quattro secoli fa, il 13 marzo 1610, veniva pubblicato a Venezia il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei, il libro che annunciava le novità celesti scoperte dallo scienziato attraverso il suo celebre “cannone”: il telescopio. Fu un libro di ‘rottura’ che provocò un terremoto nel mondo scientifico, contrapponendo chi restava fedele alla tradizione cosmologica aristotelico-tolemaica, e chi invece abbracciava l’ipotesi di un cielo nuovo: un cielo che si poteva leggere come un “libro scritto in lingua matematica”. Le sfere cristalline che fino ad allora governavano il moto dei pianeti secondo una perfetta armonia cosmica che poneva la Terra al centro dell’universo, venivano improvvisamente infrante. Il cielo diventava fluido. I satelliti di Giove e le fasi di Venere dimostravano che non tutti i corpi celesti giravano intorno alla Terra ma, anzi – abbracciando l’ipotesi di Copernico – risultava evidente che tutti i pianeti, compresa la Terra, giravano intorno al Sole. Un forte elemento di rottura rispetto alla tradizione consisteva anche nel metodo dell’indagine scientifica, non più guidata dall’autorità degli antichi filosofi ma fondata sull’osservazione diretta della natura, sulla mediazione degli strumenti e sulla verifica sperimentale dei concetti teorici. Ma quella frattura minacciava di incrinare anche la verità teologica, e questo rappresentò il vero ostacolo alla fluida affermazione del nuovo pensiero scientifico.
I biglietti delle lezioni sono acquistabili SOLO online.
Event Venue & Nearby Stays
Museo Stefano Bardini, piazza de' Mozzi 1, Firenze, Italy
EUR 5.00 to EUR 90.00












