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20 maggio live Beautify Junkyardshttps://beautifyjunkyards.bandcamp.com
prima e dopo djset di Freddie Koratella
(Dead Music / Dischi x Fiaschi)
Pubblicato a distanza di tre anni da Cosmorama, il quinto album del gruppo portoghese, Nova, è un ulteriore passo verso quell’utopia psych-synth coltivata dai Broadcast, e poi lasciata germogliare in territori alieni. Alle già apprezzate sfumature di colore, la band di Lisbona aggiunge nuove vibrazioni elettroniche, grazie all’inserimento di un nuovo alchimista Bernard Loopkin (synth e tastiere), ed agita il soave ed etereo allestimento vocale, assumendo non solo a tempo pieno una nuova cantante, Martinez, che alterna l’ottimo Joao Branco Kyron, ma anche ospitando due pezzi da novanta come Paul Weller, a suo agio in “Sister Moon”, e Dorothy Moscowitz degli United States Of America (“Turning The Tide”). Fluide e sotterranee, le sonorità di Nova carezzano le velleità più ambiziose mai sperimentate dalla band portoghese, gli strumenti quasi perdono la loro identità per una trasfigurazione analogica-elettronica dai tratti cosmic-acid-world, che ovviamente risente delle recenti esperienze collaterali con il progetto Hidden Horse e le esternazioni solista di Joao Branco Kyron. La sezione ritmica è più potente, tra groove ipnotici ed affinità con la musica drum’n’bass stemperate da una magmatica e nebulosa estasi elettronica, in un gioco di rimandi e riflessi che invoglia alla danza sabbatica (“Dancer's Reward”), per poi sedurre ed incantare con melodie simili al canto delle sirene dell’Odissea (“Somersault”). Anche quando replicano se stessi i Beautify Junkyards sembrano posseduti da un’esuberanza inedita (“Black Grape”, “Raridade De Contrastes”), le soluzioni strumentali sono sempre più ardite e surreali (“Sonora”), perfette per nuove interazioni musicali come quelle sperimentate nella straordinaria “Groundstar”, autentica perla acid-folk in chiave hauntology che ospita Jesse Chandler (Pneumatic Tubes, Midlake e Mercury Rev) ed il suo flauto.
L’atipico e travolgente groove del cosmic-psych-dream-pop “Orbit” e l’immaginario sonoro alla Mort Garson di “Pulsing Abstraction” sono ulteriori tasselli policromi di un progetto intrigante ed avvincente che elegge i Beautify Junkyards come assoluti maestri della sampledelia. Chiamatela electronic-psichedelia, acid-folk, neo-tropicalia: non importa. La musica dei Beautify Junkyards resta una delle realtà più entusiasmanti del panorama contemporaneo.
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