About this Event
Il progetto “Attorno al Grero Comunità del Cibo e della Biodiversità” rappresenta un esempio innovativo di valorizzazione del binomio vitigno autoctono-territorio, coniugando ricerca applicata e sviluppo rurale in aree a limitate alternative colturali. Il modello proposto supera il paradigma tradizionale delle denominazioni territoriali (DOP/IGP), ponendo al centro il vitigno, in questo caso
il Grero, varietà autoctona a bacca rossa riscoperta nel 2011 come elemento aggregante di una rete di produttori. L’iniziativa mira a rafforzare le conoscenze genetiche, viticole ed enologiche, ampliando al contempo il bacino dei consumatori e generando nuove opportunità economiche e occupazionali,nel rispetto della conservazione della biodiversità agricola.
In questo contesto, il concetto di terroir assume un ruolo centrale, descrivendo l’interazione complessa tra ambiente, genotipo e pratiche agronomiche nella determinazione delle caratteristiche qualitative del vino. I recenti avanzamenti in genomica ed epigenetica offrono strumenti per comprendere come tali interazioni influenzino stabilmente l’espressione genica nella vite,contribuendo a qualità, adattamento e tipicità. Nei vitigni autoctoni, risultato di una co-evoluzione tra
pianta e ambiente, questa relazione si manifesta in modo particolarmente marcato, come evidenziato anche in varietà quali il Greco. La valorizzazione del terroir e della biodiversità viticola emerge quindi come leva strategica per uno sviluppo sostenibile, capace di integrare identità territoriale, qualità produttiva e competitività del sistema agricolo.
A supporto di questo approccio, sarà presentato un breve excursus su un caso studio riguardante il vitigno Nero Antico di Pretalucente, sviluppato in un’area pedemontana del comune di Gessopalena.
Tale esperienza, tuttora in corso, rappresenta un esempio concreto di recupero e valorizzazione di una risorsa genetica locale, evidenziando il potenziale dei vitigni autoctoni come strumenti di rilancio economico e sociale in contesti rurali marginali.
Alberto Palliotti
Laureato in scienze agrarie, dottore di ricerca in Viticoltura e professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell'Università di Perugia, titolare degli insegnamenti di Viticoltura I e II e Arboricoltura Ambientale, autore di oltre 420 lavori scientifici editi su riviste nazionali ed internazionali, membro ordinario dell’accademia italiana della vite e del vino e della società orticola italiana (SOI), vincitore del "Best Paper Viticulture Award 2013" dell'American Society for Enology and Viticulture, nel 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 è stato inserito nella lista del “2% Top Scientists of the World” stilata dalla Stanford University of California (USA), pubblicato sulla rivista Plos Biology.
Gianpiero Marconi
E' docente universitario nel settore della genetica agraria presso l’Università degli Studi di Perugia, dove coordina il Laboratorio di Genetica e Biotecnologie Genetiche Avanzate.
La sua attività di ricerca si colloca all’interfaccia tra biologia vegetale, genetica molecolare ed epigenetica, con un focus sulle biotecnologie agroambientali e sul miglioramento genetico delle piante.
Nel corso della sua carriera ha sviluppato una solida esperienza nella comprensione dei meccanismi genetici ed epigenetici che regolano la riproduzione e l’adattamento delle piante, contribuendo in particolare allo studio dell’apomissia e dei processi di riprogrammazione epigenetica in risposta a stress ambientali.
Queste competenze si traducono in un approccio integrato che combina genetica classica, genomica e tecnologie avanzate di editing e analisi molecolare.
È autore di 48 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali, con oltre 2000 citazioni e un H-index di 21, a testimonianza dell’impatto e della continuità della sua produzione scientifica.
Ha partecipato e coordinato numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, inclusi programmi europei Horizon 2020 come PROCROP, SexSeed, MAD e POLYPLOID, ricoprendo anche il ruolo di responsabile scientifico in progetti di ricerca di base presso l’Università di Perugia.
La sua attività scientifica è fortemente internazionale: ha svolto periodi di ricerca presso l’Università di Wageningen (Paesi Bassi) e la University of Warwick (Regno Unito), dove è stato vincitore di una prestigiosa Marie Curie Intra-European Fellowship dedicata allo studio della riprogrammazione epigenetica nei gameti vegetali.
Parallelamente all’attività di ricerca, è attivamente coinvolto nella comunità scientifica internazionale come revisore per riviste quali Scientific Reports, PLOS ONE e BMC Plant Biology, e ha contribuito all’organizzazione e alla divulgazione scientifica attraverso convegni e corsi specialistici, anche nell’ambito della Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA), di cui è stato membro del Consiglio Direttivo.
La sua attività didattica e formativa si integra strettamente con la ricerca, con un impegno costante nella formazione di giovani ricercatori e nello sviluppo di competenze avanzate in genomica e biotecnologie vegetali, incluse le tecnologie di evoluzione assistita come CRISPR/Cas9.
Il suo percorso scientifico è stato riconosciuto sin dalle fasi iniziali, con il premio SIGA per la miglior tesi di dottorato e successivamente con il finanziamento Marie Curie, consolidando una traiettoria di ricerca orientata all’innovazione e alla rilevanza applicativa nel settore agroalimentare.
Lucia Giordano
E' una ricercatrice nel campo della viticoltura, con un profilo scientifico focalizzato sullo studio degli stress abiotici e sullo sviluppo di strategie sostenibili per la gestione del vigneto. Ha recentemente sottomesso la propria tesi di dottorato, dal titolo “Excesses of Temperature, Light and Water in Vitis vinifera L.: Responses and Management”, presso l’Università degli Studi di Perugia, dove ha condotto attività di ricerca sui meccanismi fisiologici della vite in condizioni di stress multipli.
Nel corso della sua formazione ha maturato esperienze internazionali in Australia, come visiting researcher presso la University of Adelaide e la Curtin University, approfondendo tematiche legate alla fisiologia vegetale, alla patologia delle piante e alle risposte delle colture agli stress ambientali. Il suo approccio di ricerca si colloca all’interfaccia tra studio dei processi biologici e applicazioni agronomiche, con particolare attenzione alla resilienza dei sistemi viticoli nel contesto dei cambiamenti climatici.
Ha partecipato a diversi progetti di ricerca finalizzati alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e alla tutela della biodiversità viticola, contribuendo anche alla redazione di dossier per l’iscrizione di varietà al Registro Nazionale della Vite. Parallelamente, ha svolto attività di ricerca e sviluppo in ambito vitivinicolo, occupandosi di fenologia, gestione agronomica e strategie di mitigazione degli stress estivi, oltre ad aver maturato esperienza pratica in cantina e laboratorio enologico.
Autrice e co-autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e contributi tecnico-divulgativi, ha presentato i propri risultati in congressi nazionali e internazionali, ricevendo anche riconoscimenti per la qualità delle sue comunicazioni scientifiche. Accanto all’attività di ricerca, è attivamente coinvolta nella didattica e nella divulgazione, contribuendo alla diffusione delle conoscenze in ambito agricolo e ambientale.
Il suo lavoro si distingue per un approccio integrato che combina fisiologia, innovazione agronomica e sostenibilità, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni concrete, applicabili e accessibili per i viticoltori, contribuendo al contempo all’avanzamento delle conoscenze scientifiche nel settore vitivinicolo.
Event Venue & Nearby Stays
PostModernissimo, 4 Via del Carmine, Perugia, Italy
EUR 0.00





