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📍 𝟭𝟳 -𝟭𝟵 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 @Vag61 - Via Paolo Fabbri 110ANTIFA FEST - Di fronte all’avanzata della destra in Europa e nel mondo, l’antifascismo si costruisce ogni giorno — nei movimenti, nelle piazze, nella cultura. Vi aspettiamo!
>>> https://vag61.noblogs.org/post/2026/03/07/antifafest/
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📅 𝟭𝟳 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝟭𝟴:𝟯𝟬 • 𝗦'𝗲̀ 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮, introduzione con 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐑𝐞𝐧𝐳𝐢 (giornalista)
𝟭𝟵:𝟯𝟬 • 𝑇𝑎𝑙𝑘 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶, con 𝐄𝐝𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐮𝐜𝐜𝐢 (scrittrice e attivista), 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐢𝐬𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐍𝐞𝐣𝐚𝐝 (attivista italo-iraniana e antropologa), 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐏𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢 (ricercatore di Filosofia politica e attivista, Parigi), 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐓𝐨𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐧𝐢 (editore, Momo edizioni) e 𝐒𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐌𝐞𝐳𝐳𝐚𝐝𝐫𝐚 (Professore di Filosofia politica, Unibo), moderato da Vag61
𝗔 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗲 • presentazione della campagna 𝐅𝐫𝐞𝐞 𝐀𝐥𝐥 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬 con il 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨 + proiezione di 𝐓𝐡𝐞 𝐓𝐫𝐢𝐚𝐥𝐬 (documentario di Marta Massa, regista, sul processo a Maja T.) + 𝐋𝐢𝐧𝐞𝐚𝐀𝐀, cortometraggio del Laboratorio Antifascismi a cura di Smk Factory
𝟮𝟬:𝟯𝟬 • Cena sociale con 𝐝𝐞𝐠𝐮𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐧𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 di Pizzillo Emanuele e Lentamente
🎵 A chiudere: 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢 | con Luciano Forlese e Mars on Pluto
... 18 e 19 aprile in arrivo!
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𝗥𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮
Il fascismo del presente non ha bisogno della camicia nera. Gli bastano algoritmi, frontiere automatizzate, decreti che restringono lo spazio democratico con la stessa logica delle leggi fascistissime. È ora un fascismo molecolare, diffuso, insinuato nei dispositivi di controllo, nelle retoriche securitarie e nelle economie estrattive che trasformano vite in scarti.
Eppure la storia ci insegna che la Resistenza non fu mai un blocco monolitico. Fu un arcipelago di esperienze e di soggettività molto eterogenee tra di loro: donne e uomini che ruppero ruoli secolari, contadini che trasformarono le loro case in basi partigiane, operaie e operai che scioperarono sotto i cannoni e boicottarono le produzioni di guerra. Un laboratorio di differenze tenute insieme non dall’accordo politicista, ma dalla pratica comune.
Rigenerarla oggi non significa crogiolarsi nella memoria. Significa riattivarne le voci. La geopolitica contemporanea è un mosaico di contraddizioni che non permette letture semplici. C’è la Palestina, dove molte organizzazioni internazionali, attivisti/e e osservatori parlano apertamente di genocidio, mentre la comunità globale vacilla tra impotenza e complicità; l’Iran, che reprime con brutalità chi osa immaginare un’altra vita, ma che non ha bisogno di “esportatori di democrazia”; le prigioni e le milizie dell’ICE negli Stati Uniti, rafforzate negli anni di Trump. C’è il Rojava che continua a difendere la propria rivoluzione femminista e confederale sotto l’attacco costante di potenze regionali; il Venezuela che resiste a un assedio economico che ha la forma di una guerra non dichiarata e l’Ucraina, divenuta terreno di scontro tra potenze.
Antifascismo, oggi, vuol dire interazione e costruzione di legami di reciprocità. Non un fronte unico, ma una trama: di alleanze transnazionali, di spazi autonomi, di culture critiche, di solidarietà concreta. Come quella che si pratica ogni giorno in luoghi “altri” e negli spazi autogestiti, non per celebrare il passato, ma per ricordarci del futuro.
Gramsci chiamava mostri tutte quelle cose che nascevano nell’interregno, «quando il vecchio muore e il nuovo non può nascere». Oggi i mostri li vediamo bene: nelle frontiere che uccidono, nei governi che reprimono, nelle economie che sacrificano vite per profitti. Ma nell’interregno vediamo bene anche le rivoluzioni lente, le comunità che tengono, le forme di vita che non si piegano. La resistenza è stata, è, e sempre sarà, un gesto collettivo.
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Via Paolo Fabbri, 110, 40138 Bologna BO, Italia, Via Paolo Fabbri, 110, 40138 Bologna BO, Italia, Bologna, Italy
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