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Perché non proviamo la stessa empatia per i morti che in qualche modo «non ci appartengono»? Perché, per esempio, per i morti dell’attentato a «Charlie Hebdo» siamo scesi in piazza e per quelli dell’attentato di Boko Haram in Nigeria negli stessi giorni abbiamo mostrato indifferenza? La risposta si spinge quindi, inevitabilmente, oltre il tema della morte: al di là della nazionalità di origine, è il prossimo che è scomparso dall’orizzonte dei nostri interessi piú intimi. Assistiamo e viviamo un progressivo allontanamento che gli individui contemporanei stanno manifestando gli uni nei confronti degli altri. Allontanamento che non è solo fisico; ciò che è scomparso è il senso di prossimità, inteso in senso emozionale, affettivo, comunicativo.
Il saggio I morti degli altri scritto dal sociolinguista e l'antropologo Marco Aime e dal sociolinguista Federico Faloppa combina sociologia, antropologia ed etica per analizzare il modo in cui percepiamo il dolore degli altri e per riflettere su cosa significhi essere umani in un mondo connesso, ma emotivamente distante.
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NOI libreria - Spazio culturale di vicinato, 18 Via delle Leghe, Milano, Italy
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