About this Event
Di solito, quando incontriamo uno scrittore italiano giovanissimo, le sue parole sono disseminate in un pugno di fogli A4 o declamate al microfono, alla premiazione di un concorso liceale di Provincia infestato da genitori orgogliosi che per l’occasione hanno tirato fuori il vestito della domenica. È il sintomo di un morbo tutto nostrano, quello che porta ad associare la letteratura alla scuola, la cultura alle istituzioni.
Aprendo Musica per nottambuli, tuttavia, ci accorgiamo che tira un’altra aria. Non siamo seduti accanto al vicino di banco secchione che ha appena consegnato il tema perfetto, né al cospetto dell’artista strampalato che veste in modo eccentrico per cuccare a ricreazione. Edoardo Zanzi, che è scrittore, italiano e giovanissimo, gioca un altro campionato. Dotato di una sfacciataggine da enfant terrible, disegna poligoni mentali con una naturalezza disarmante. Non ha paura di niente, nemmeno dei suoi pensieri più inconfessabili; li affronta, piuttosto, con un certo disprezzo. Dai suoi maestri americani ha assorbito, per osmosi, la capacità di dare ai personaggi una vita al di fuori del testo, senza inquinare il microcosmo in cui questi si muovono. Basta leggere poche righe per respirare la carica erotica di Sherwood Anderson, il contegno di Hemingway, la rabbia di Bukowski…
Le parabole di questi nottambuli urbani e paesani sono uno spasso, viene voglia di finire il libro tutto d’un fiato. È musica, certo. Ma c’è ben altro, se ci si avvicina con più attenzione.
Questo ragazzo ha un solo tema, uno solo: un uomo si scontra con la frenesia della modernità, e deve lottare per non soccombere. In che direzione andrà? Quale miracolo inventerà la prossima volta? Quale Liszt o Tiziano o Faulkner lo salverà da una sconfitta inevitabile?
Un esordio furioso e gentile, chiassoso ma elegante. Un assolo di batteria su carta.
Event Venue & Nearby Stays
Biblioteca civica, 9 Via Luigi Sacco, Varese, Italy
EUR 0.00






